Il mercato degli affitti brevi nel 2026 cambia passo: più concorrenza, meno margini automatici e ospiti più esigenti. Tutti i trend da conoscere per restare competitivi
Il 2026 si profila come un anno cruciale per il settore degli affitti brevi. Dopo una lunga fase di espansione, il mercato entra in una fase di maggiore maturità: più competitivo, più regolamentato e con ospiti sempre più consapevoli ed esigenti. Per chi gestisce case vacanza o investe nel vacation rental, comprendere le tendenze in atto è fondamentale per restare profittevoli e ridurre i rischi.
In questa guida analizziamo i principali cambiamenti che caratterizzeranno gli affitti brevi nel 2026: dall’aumento dei costi immobiliari alle nuove normative, dal ruolo delle OTA alla sostenibilità, fino allo spostamento della domanda verso piccoli centri, borghi e aree rurali.
Un mercato in crescita, ma sempre più selettivo
Il mercato globale degli affitti a breve termine continua a crescere, ma in modo sempre più disomogeneo. In molti mercati maturi l’offerta aumenta più rapidamente della domanda, con una conseguente pressione su prezzi e tassi di occupazione.
Secondo le analisi di AirDNA, soprattutto nei grandi centri urbani la saturazione è ormai evidente. Questo rende indispensabile una gestione professionale degli affitti brevi. Tra i fattori determinanti:
- qualità dell’annuncio;
- servizi offerti;
- efficienza operativa;
- capacità di rispondere rapidamente alle richieste degli ospiti.
Aumento dei costi immobiliari: meno margini, più efficienza
L’aumento dei prezzi degli immobili continua a incidere sulla redditività degli affitti brevi. In Europa, in particolare, l’accesso al mercato è sempre più costoso e i tempi di rientro dell’investimento si allungano.Per questo motivo, nel 2026 molti host stanno spostando l’attenzione dalla crescita quantitativa all’ottimizzazione della gestione degli affitti brevi: migliorare l’occupazione, ridurre i costi operativi e aumentare il valore medio delle prenotazioni diventa prioritario rispetto all’acquisto di nuove proprietà.
Normative più severe: gestire bene per continuare a operare
Le normative sugli affitti brevi sono destinate ad aumentare, soprattutto nelle città ad alta pressione abitativa. Registrazioni obbligatorie, limiti temporali e controlli più frequenti rendono la conformità normativa un aspetto centrale della gestione.In questo contesto, avere processi chiari e strumenti affidabili per il controllo degli accessi, la gestione degli ospiti e il rispetto delle regole locali aiuta a ridurre i rischi e a garantire continuità all’attività.
OTA sempre centrali, ma non sufficienti da sole
Piattaforme come Airbnb e Booking.com restano fondamentali per la visibilità degli annunci, soprattutto nei mercati internazionali. Tuttavia, le commissioni delle OTA incidono in modo crescente sui margini degli host.
Per questo motivo, nel 2026 diventa sempre più importante affiancare alle OTA per affitti brevi una gestione più autonoma e diretta dell’ospite, migliorando l’esperienza di soggiorno e favorendo la fidelizzazione.
Tecnologia e servizi integrati: il ruolo di Vikey nella gestione degli affitti brevi
In un mercato più competitivo e regolamentato, la tecnologia per la gestione degli affitti brevi diventa un alleato indispensabile per host e property manager. Soluzioni che permettono di automatizzare check-in, accessi e gestione degli ospiti aiutano a risparmiare tempo, ridurre errori e migliorare la qualità del servizio.In questo scenario si inseriscono i servizi di Vikey, pensati per semplificare la gestione degli affitti brevi e supportare host e gestori professionali nell’operatività quotidiana. L’automazione dei processi consente di affrontare con maggiore serenità sia l’aumento delle prenotazioni sia l’inasprimento delle normative, mantenendo elevati standard di accoglienza.
Sostenibilità, spazi flessibili e nuove esigenze degli ospiti
Accanto agli aspetti economici e normativi, cambiano anche le preferenze dei viaggiatori. La sostenibilità negli affitti brevi diventa un criterio di scelta sempre più rilevante, così come la qualità degli spazi e la possibilità di adattare l’alloggio a soggiorni lunghi, viaggi di gruppo o vacanze pet-friendly.
Le proprietà che riescono a comunicare attenzione all’ambiente, comfort e flessibilità hanno maggiori possibilità di emergere in un mercato affollato.
Dai grandi centri ai borghi: nuove geografie del turismo
Un altro trend chiave per il 2026 è lo spostamento della domanda verso piccoli centri, borghi e aree rurali. Qui i costi immobiliari sono spesso più contenuti e le restrizioni meno stringenti, mentre cresce la richiesta di turismo lento ed esperienze autentiche. Per gli affitti brevi, queste destinazioni rappresentano un’opportunità concreta, purché supportata da un’analisi attenta della domanda e delle attrazioni locali.
Guardare al 2026 con una strategia consapevole per gli affitti brevi
Il settore degli affitti brevi continua a offrire opportunità interessanti, ma richiede un approccio sempre più strutturato. Aumento dei costi, normative più severe e maggiore concorrenza rendono fondamentale investire in efficienza, tecnologia e qualità dell’esperienza.Chi saprà adattarsi a questi cambiamenti potrà affrontare il 2026 non come un anno di incertezza, ma come una fase di consolidamento e crescita sostenibile.