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La chiave della stanza viaggia su smartphone

Una startup del turismo che ottiene un investimento di 800mila euro nel pieno della seconda ondata di Covid-19 non passa inosservata. Se Vikey c’è riuscita, è perché ha inventato il self check-in, cioè un sistema che permette di gestire tutte le fasi dell’accoglienza di un ospite in un hotel, in un b&b o in una casa vacanza senza alcun contatto fisico. Matteo Caruso e Luca Bernardoni, entrambi trentenni, hanno fondato Vikey nel 2016 con una convinzione: le chiavi non hanno futuro, le porte si apriranno sempre di più con lo smartphone. Le chiavi, in effetti, creano molti problemi: per esempio, doverle consegnare ogni volta che arriva un ospite nell’appartamento di montagna o al mare. A che ora ci vediamo? Per risolverli il team Vikey ha lavorato al software e all’hardware (un cilindro digitale da installare nelle porte). Fino a quando non è arrivata la pandemia: il turismo è andato in collasso ma è cresciuta la domanda di soluzioni digitali per evitare contatti fisici. Quella della startup incontra le esigenze delle società che gestiscono case vacanza o degli hotel che vogliono ottimizzare i costi della reception.

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