Con un’occupazione media del 47,8%, l’Italia supera i competitor europei nelle vacanze invernali. Dati, mete in crescita e prospettive del turismo 2026: un quadro utile per chi gestisce B&B, affitti brevi e strutture alberghiere.
L’Italia si conferma una delle destinazioni turistiche più gettonate d’Europa anche sul piano dell’occupazione delle strutture ricettive. I dati più recenti indicano che, durante il periodo delle festività invernali 2025-2026, il Paese ha registrato il più alto tasso di saturazione in Europa. Un risultato che non fotografa soltanto un picco stagionale, ma segnala una tendenza strutturale di crescita e rafforzamento del comparto turistico, con ricadute rilevanti anche in prospettiva 2026.
Ecco una serie di indicazioni preziose per host, property manager e gestori di hotel, chiamati oggi a intercettare flussi sempre più destagionalizzati e a gestire l’operatività in modo efficiente.
Italia prima in Europa per tasso di saturazione delle strutture ricettive
Nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2025 e il 7 gennaio 2026, il tasso medio di saturazione delle strutture ricettive italiane ha raggiunto il 47,8%, segnando un aumento di 2,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un valore che colloca l’Italia al primo posto in Europa, davanti a Spagna, Francia e Grecia, che nello stesso intervallo non superano il 47%.
Questo dato non indica solo un buon andamento stagionale, ma evidenzia una maggiore capacità di assorbire la domanda turistica, con strutture mediamente più occupate rispetto ai competitor. Per il settore dell’ospitalità, significa più notti vendute, maggiore pressione operativa e necessità di processi di accoglienza sempre più fluidi.
Le regioni con la maggiore occupazione: traino alpino e sorprese fuori stagione
L’analisi territoriale mostra come il turismo invernale continui a trainare le performance migliori, ma non solo. La Valle d’Aosta registra il tasso di saturazione più alto d’Italia con il 66,72%, seguita dalla Provincia autonoma di Trento (66,04%) e dalla Provincia autonoma di Bolzano (64,35%). Un risultato che conferma la solidità delle destinazioni alpine, soprattutto in relazione allo sci e alle attività outdoor.Emergono però dati interessanti anche per regioni tradizionalmente considerate “secondarie” nel periodo invernale: l’Umbria raggiunge il 56,03% di occupazione, mentre l’Abruzzo si attesta al 51,5%. Segnali chiari di una destagionalizzazione in atto, che apre opportunità concrete anche per strutture extra-alberghiere e hotel orientati a un turismo esperienziale.
Domanda internazionale in crescita: più ospiti stranieri, più complessità gestionale
A sostenere l’elevato tasso di occupazione contribuisce soprattutto la crescita della domanda estera. Per le festività 2025-2026, le vendite verso l’Italia aumentano nel 46,8% dei tour operator stranieri, con un picco del 50% nei Paesi dell’Unione Europea. Crescono anche i flussi long-haul, segnalati in aumento dal 43,8% degli operatori, trainati da Stati Uniti, Canada, Messico e mercati asiatici.
Nel complesso, l’Italia intercetta il 13,4% dell’intenzione di viaggio europea, consolidando il proprio primato continentale. Per chi gestisce strutture ricettive, questo significa più ospiti internazionali, spesso con aspettative elevate in termini di autonomia, flessibilità e qualità dell’esperienza di soggiorno.
Le mete di punta: città d’arte, montagna e Sud Italia
Le città d’arte restano un pilastro dell’incoming: Roma, Firenze e Venezia continuano a essere le destinazioni più richieste nei pacchetti culturali, soprattutto dai mercati europei. Parallelamente, il prodotto montagna e sci mantiene una forte attrattività, con Dolomiti, Valle d’Aosta e Trentino tra le mete preferite anche dai viaggiatori asiatici.Accanto ai grandi classici, cresce la domanda per enogastronomia, borghi, turismo religioso e Sud Italia. Napoli, Costiera Amalfitana, Sicilia, Puglia e Matera attirano sempre più visitatori anche in inverno, grazie a clima mite, tradizioni locali e un’offerta culturale diffusa. Un trend che favorisce in particolare B&B, case vacanza e strutture gestite in modo flessibile.
Destinazioni emergenti e nuove opportunità: il caso Salerno
Tra le destinazioni di tendenza per il 2026 spicca Salerno, indicata come meta numero uno per crescita di interesse. Le ricerche verso la città aumentano del 211% su base annua, secondo Skyscanner, segnalando un potenziale ancora in parte inesplorato.
Salerno intercetta una domanda orientata a città autentiche, prezzi accessibili e qualità della vita, senza la pressione delle mete iper-sature. Per gli operatori locali, questo “early buzz” rappresenta una finestra strategica per posizionarsi prima che la domanda diventi di massa.
Prospettive 2026: più occupazione, più concorrenza, più efficienza richiesta
Guardando al 2026, le prospettive restano positive. La destagionalizzazione continua a rafforzarsi, con un aumento delle ricerche di voli verso l’Italia nei mesi autunnali e invernali. A questo si aggiunge l’effetto delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, destinate a generare un impatto turistico diffuso ben oltre le località di gara, grazie a flussi di spillover verso città d’arte e territori limitrofi.Allo stesso tempo, l’aumento della domanda comporta una maggiore complessità gestionale: check-in più frequenti, arrivi fuori orario, necessità di comunicare in più lingue e di garantire standard elevati anche con volumi crescenti.
Accoglienza e tecnologia: la leva strategica per host e property manager
Di fronte alla richiesta crescente e ad ospiti sempre più internazionali, la capacità di gestire l’accoglienza in modo efficiente diventa un fattore competitivo decisivo. Automatizzare i processi, ridurre i tempi operativi e offrire un’esperienza fluida e sicura non è più un’opzione, ma una necessità. In questo scenario si inseriscono i servizi di Vikey, pensati per semplificare la gestione, supportando host e gestori professionali nell’operatività quotidiana.
Nel 2026, chi saprà combinare domanda crescente e organizzazione potrà crescere in modo sostenibile e intelligente.